La Francia attira investimenti delle imprese estere

 

 

Attirare gli investimenti diretti esteri per la Francia è un obiettivo primario per favorire sia la crescita del Paese che l’occupazione, pertanto sono state avviate profonde riforme economiche, equiparando le imprese straniere a quelle francesi, assicurando loro ad esempio il beneficio del credito d’imposta o gli incentivi per i progetti di ricerca e sviluppo. Il Parlamento francese ha approvato di recente una serie di provvedimenti legislativi volti ad agevolare il sistema imprenditoriale del Paese, puntando sugli IDE per aumentare il numero di posti di lavoro, dato che nel 2006 le imprese estere hanno creato 40.000 nuovi posti di lavoro (il 33% in più rispetto al 2005), la Francia o meglio Parigi, la sua capitale, è la seconda città al mondo (dopo Tokio) in cui molte delle più grandi imprese del mondo hanno deciso di fissare la propria sede. Esaminiamo alcune delle riforme attuate, anche grazie al lavoro divulgativo svolto dall’Agenzia Francese per gli Investimenti Internazionali, che costituisce per gli investitori esteri una preziosa fonte informativa, essenziale in quella fase di orientamento che è preordinata alla realizzazione di un investimento.

LAVORO – La Francia, visti i risultati ottenuti negli scorsi anni, sta puntando a creare posti di lavoro attraverso gli investimenti diretti esteri nel Paese, operando su diversi fronti: accrescere i livelli occupazionali migliorando le condizioni di lavoro e al contempo ridurre i costi del lavoro per le imprese. Grazie ad una legge approvata la scorsa estate, le imprese di qualunque dimensione beneficiano di un alleggerimento dei contributi per le ore di lavoro straordinario effettuate dai propri dipendenti. Le società con meno di 20 dipendenti godono di una riduzione dei contributi pari a 1,50 €  per ogni ora, quelle con più di 20 dipendenti di 0,50 €  all’ora. Le ore supplementari vengono pagate il 25% in più, al fine di offrire ai lavoratori l’opportunità di « lavorare di più per guadagnare di più ». Nella valutazione della convenienza di un investimento estero, ci sono sicuramente i costi di start up: ebbene il costo di costituzione di una società in Francia è considerevolmente più basso e si avvale di procedure più snelle rispetto ad altri paesi (come Germania e USA): la procedura è eseguibile integralmente on-line, esiste uno sportello unico, ed il costo amministrativo è di circa 300 euro.

TASSAZIONE – Il “tetto fiscale” è abbassato dal 60% al 50%: il Governo infatti ritiene che le imposte dirette, nazionali e locali, non devono andare oltre la metà dei redditi annuali dei residenti fiscali. A partire da gennaio 2008, questa misura, riguardante le imposte pagate nel 2007, contribuirà al mantenimento o al ritorno in Francia degli imprenditori che investono nel settore produttivo.

INVESTIMENTI ESTERI – La Francia nel 2005 ha ricevuto ben 40 miliardi di euro in investimenti esteri, duplicando i risultati ottenuti nel 2004. E, nel rapporto UNCTAD del gennaio 2007, il Paese d’Oltralpe è risultato essere nel 2006 al secondo posto, nell’area UE, nella graduatoria dei Paesi che hanno maggiormente attratto investimenti esteri, dopo il Regno Unito, superando quindi sia l’Italia che la Germania. Al primo posto, nella lista degli investitori esteri, si collocano gli USA, basti pensare che 550.000 lavoratori francesi sono alle dipendenze di imprese statunitensi. (nella foto il neo eletto Presidente Nicolas Sarkozy)

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