Il traffico merci si sposta dalla strada al mare

 

Abbiamo già analizzato nelle pagine di questa rubrica il programma Marco Polo proprio per l’importanza che esso riveste nell’ambito della politica marittima europea: l’Unione Europea, visto il successo della precedente edizione, ne ha prevista una seconda valida per gli anni 2007-2013, il c.d. Marco Polo II, e disciplinata dal nuovo regolamento CE 1692/2006 che ne ha ampliato le misure di intervento, istituendo nuove linee di finanziamento. La finalità che il programma in esame si propone è quella di ridurre la congestione stradale, di migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto e di potenziare il trasporto intermodale(combinazione di diverse modalità di trasporto: aereo, marittimo/fluviale e terrestre), puntando al trasferimento, entro il 2013, di una parte sostanziale del previsto aumento aggregato annuo del traffico merci internazionale su strada, misurato in tonnellate/chilometro, verso il trasporto marittimo a corto raggio, il trasporto ferroviario e per vie d’acqua interne o verso una combinazione di modi di trasporto in cui i percorsi stradali sono i più brevi possibili.

NUOVA SCADENZA PER IL PROGETTO MARCO POLO II – Originariamente stabilita per il 4 giugno, poi per il 22 giugno, la scadenza è stata di recente nuovamente prorogata e quindi si potrà concorrere all’assegnazione dei finanziamenti presentando le domande entro il 6 luglio 2007.  Le azioni per cui si può formulare la domanda sono le seguenti (le prime tre facevano parte anche della precedente edizione, a cui si sono aggiunte le ultime due, in tutto cinque): azioni di trasferimento tra modi (dette modal shift actions), azioni catalizzatrici (catalyst actions) e azioni comuni di apprendimento (common learning actions), le autostrade del mare (motorways of the sea) e le azioni di riduzione del traffico (traffic avoidance actions). 1. Le azioni di trasferimento tra modi sono volte a trasferire quanto più traffico possibile nelle attuali condizioni di mercato dalla strada verso il trasporto marittimo a corto raggio, il trasporto ferroviario e le vie navigabili interne od ad una combinazione di modi di trasporto; questo tipo di azione deve raggiungere i suoi obiettivi in massimo 36 mesi, può essere finanziata fino al 35% delle spese globali ammissibili (nel Marco Polo prima edizione il tetto era del 30%), la soglia indicativa minima del sussidio è di 500.000 euro. 2. Le azioni catalizzatrici invece devono possedere un carattere innovativo, ossia devono essere in grado di creare una vera svolta nel superamento delle barriere strutturali che impediscono il buon funzionamento della catena di trasporto. Per questa azione ci sono due novità apportate dal Marco Polo II: la durata di realizzazione passa dagli originari 48 mesi a 60 mesi e la soglia minima indicativa del finanziamento parte da 2.000.000 di euro. L’azione catalizzatrice può beneficiare di un contributo massimo del 35% sull’ammontare delle spese ammissibili. 3. L’azione comune di apprendimento, non subisce variazioni rispetto al Marco Polo prima edizione ed è finalizzata a sostenere progetti che abbiano ad oggetto il miglioramento della cooperazione per ottimizzare in maniera strutturale i metodi e le procedure di lavoro nella catena di trasporto merci. L’azione in questione deve raggiungere i suoi obiettivi in 24 mesi, beneficia di un sussidio pari al 50% delle spese ammissibili (la soglia indicativa minima del sussidio è pari a 250.000 euro).

LE NUOVE AZIONI – Per quanto riguarda le due nuove azioni, è stata introdotta l’”azione autostrade del mare” con cui si intende qualsiasi azione innovativa intesa a trasferire direttamente il traffico merci dalla strada al trasporto marittimo a corto raggio o ad una combinazione di trasporto marittimo a corto raggio con altri modi di trasporto, in cui i percorsi stradali siano più brevi possibili, compresi il trasporto combinato merci-passeggeri; in questo caso il contributo comunitario è limitato al 35% delle spese ammissibili e la soglia minima indicativa per ogni azione è di 2.500.000 euro. L’altra azione introdotta con il Marco Polo II è, come dicevamo,  l’”azione di riduzione del traffico”, con cui si intende qualsiasi azione innovativa integrante il trasporto nelle logistiche di produzione per evitare il trasporto su strada di un’elevata percentuale di merci, senza ripercussioni negative sulle capacità globali di produzione o sull’occupazione (si modificano in altri termini i processi di produzione e/o le modalità di distribuzione). Per tale azione, che deve determinare una riduzione almeno pari al 10% del volume attuale di merci trasportate su strada, il contributo finanziario è limitato al 35% delle spese ammissibili e la soglia minima indicativa per ogni azione è di 1.000.000 di euro. Le azioni devono essere presentate da un consorzio composto da due o più imprese stabilite in almeno due diversi Stati membri o in almeno uno Stato membro e un paese terzo vicino, o, nel caso di un collegamento di trasporto con un paese terzo vicino, in via eccezionale, da una singola impresa stabilita in uno Stato membro.

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