La Puglia industriale e l’internazionalizzazione

Con la pubblicazione del Programma di promozione dell’internazionalizzazione dei sistemi produttivi locali 2008, la Regione Puglia si è dotata anche quest’anno di uno specifico piano di intervento nel campo della internazionalizzazione inserito coerentemente nel Piano regionale per l’internazionalizzazione della Regione Puglia (c.d. PRINT Puglia) per gli anni 2006-2013. Il Programma di intervento 2008,  tenendo conto delle performance e delle effettive potenzialità di internazionalizzazione espresse dall’economia regionale, nonché dell’esito delle iniziative promozionali svolte nel corso del 2006-7 (basate sui modelli Progetto Paese e Progetto settore), “guarda verso una nuova prospettiva per gli interventi di promozione economica regionale, basata sull’intensificazione delle relazioni fra imprese ed istituzioni al fine di raggiungere una maggiore e più efficace presenza del “Sistema Puglia” sui principali mercati mondiali”. In questa direzione, la Regione si propone di avviare e consolidare (ove già avviate con specifici accordi) le collaborazioni con varie Istituzioni, come il Ministero del commercio internazionale, l’Unioncamere Puglia, l’ICE, le Camere di Commercio Italiane all’estero, i consolati, gli istituti di cultura italiana all’estero etc. ANALISI DEI RISULTATI – Un programma di intervento non può non partire dall’analisi dei risultati ottenuti dalla nostra Regione sui mercati mondiali, una performance non esaltante: nel 2006, dopo due anni di costante crescita delle esportazioni, l’export pugliese ha invertito la rotta, raggiungendo un valore complessivo di 6.671 milioni di Euro (-1,6 % sul valore del 2005), un dato in controtendenza rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno che nel suo complesso ha fatto registrare una crescita significativa dei flussi esportativi. Analizzando i settori abbiamo che il 23% dell’export complessivo regionale è costituto da metalli e prodotti in metallo, seguito dal settore dei prodotti agro-alimentari che ne raggiunge una quota del 12% e, quindi, al terzo posto, dal settore dei prodotti chimici e farmaceutici. Meno del 10%, come quote export, raggiungono i settori tradizionali pugliesi del “made in Italy” (sistema moda, sistema arredo-mobili e design). Il commercio estero pugliese predilige gli scambi in Europa (Francia, Germania, Spagna) mostrando così, in netta controtendenza rispetto all’economia globale, la scarsa propensione alla  diversificazione geografica specie in favore delle aree emergenti. La ridotta propensione ad ampliare gli orizzonti del modo di fare impresa si traduce anche nella scarsità di investimenti esteri diretti (IDE) da parte di imprenditori pugliesi (che è solo lo 0,6% delle partecipazioni effettuate da imprese italiane nel 2005). INTERVENTI – Sul piano geografico, anche seguendo le indicazioni del PRINT Puglia 2006-2013 e delle Linee Direttrici dell’Attività Promozionale 2008-2010 del Ministero del Commercio Internazionale (già analizzate in questa rubrica il 31.12.2007), i Paesi target saranno: Russia, Nord America (USA e Canada), Bacino del Mediterraneo (Turchia ed Egitto), Area Balcanica (Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia) con un grado di priorità elevata, mentre Australia, Centro-Sud America (Argentina), UE (Bulgaria, Germania, UK) con grado di priorità media. Sul piano settoriale, priorità all’ICT, all’agro-alimentare; alla Logistica, al Sistema arredo-mobile imbottito; al Sistema moda (TAC), ma anche Aerospazio, Energia rinnovabile; Materiali lapidei; Settore Meccanico. Le azioni di intervento andranno dalla partecipazione a fiere attraverso collettive all’attivazione di Desk Puglia all’estero (esperienza già fatta in Germania, nel 2008 si progettano desk Bulgaria, Australia e UK), da attività di business scouting alla messa a punto di un modello di marketing territoriale regionale, finalizzato all’attrazione degli investimenti in Puglia, da attivare in via sperimentale nel Paese “obiettivo” degli Stati Uniti d’America. 

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