Una legge a sostegno delle piccole imprese

La perdita di competitività delle nostre imprese nello scenario economico internazionale e le misure per contrastare quello che sembra un percorso già tristemente delineato costituiscono temi centrali del dibattito politico almeno da un paio d’anni, anche se solo adesso possiamo registrare i primi risultati a livello legislativo, seppur non ancora pienamente raggiunti. L’esigenza di coordinare la materia della internazionalizzazione e di riorganizzare le istituzioni preposte a tale processo stanno alla base di un disegno di legge di iniziativa governativa che ora si trova alle battute finali in Parlamento.  

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE – Molte volte abbiamo sottolineato, sulle pagine di questo giornale, come sia fondamentale, in ambito di processi di internazionalizzazione, la programmazione dall’alto e il “fare sistema”, favorendo la cooperazione sinergica delle istituzioni competenti, sia pubbliche che di categoria, allo scopo di “razionalizzare” l’approccio delle nostre PMI verso i mercati esteri. A questo proposito, sempre in questa rubrica, abbiamo salutato come ottima l’istituzione anche in Puglia dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione, realtà già operante con successo in altre regioni specie del Nord Italia. Saper raccogliere in modo adeguato la sfida dei mercati internazionali significa non lasciare nulla al caso, ma programmare le azioni di intervento, impedendo gli sprechi di risorse e di energie, e fornendo alle PMI una guida in grado di orientarne in modo efficace le scelte. Volendo definire brevemente il fenomeno dell’internazionalizzazione delle PMI dobbiamo subito operare un distinguo a seconda che tale processo di espansione sia di tipo commerciale oppure produttivo. L’internazionalizzazione commerciale ha come obiettivo la collocazione dei prodotti e dei servizi sui mercati esteri; questo avviene per varie ragioni che vanno dalla saturazione del mercato interno alla necessità di espandere la propria quota di mercato, fino al reperimento di nuovi mercati per collocare prodotti ormai non più appetibili per il mercato nazionale. La internazionalizzazione delle produzioni, invece, ha come scopo principale lo spostamento della produzione all’estero per esigenze di riduzione dei costi e/o per raggiungere facilmente i mercati target.

L’ITER DEL DISEGNO DI LEGGE – Nel corso dei lavori parlamentari della scorsa settimana la Camera è stata impegnata nella approvazione del disegno di legge (C.4369-C), concernente le “Misure per l’internazionalizzazione delle imprese, nonché delega al Governo per il riordino degli enti operanti nel medesimo settore. Disposizioni in materia di camere di commercio, industria e artigianato”. Il progetto di legge, dopo esser stato esaminato dalle Commissioni competenti, è stato sottoposto all’attenzione dell’Assemblea dei deputati ed approvato (dopo aver subito alcuni emendamenti) durante le due sedute del 27 gennaio e del 2 febbraio. Adesso il progetto di legge, peraltro già approvato dalla Camera a luglio 2004 e modificato dal Senato nel novembre 2004, torna adesso all’esame di quest’ultimo per la definitiva approvazione.

SPORTELLI UNICI ALL’ESTERO – Il progetto di legge, all’art. 1, prevede la costituzione degli sportelli unici all’estero. Tali sportelli avranno come obiettivo quello di rendere più efficace e sinergica l’azione svolta dai soggetti operanti all’estero “per il sostegno dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, per la tutela del Made in Italy e per la promozione degli interessi italiani all’estero, avuto anche riguardo alle iniziative in ambito culturale, turistico e di valorizzazione delle comunità di affari di origine italiana”. Ovviamente la costituzione degli sportelli non avverrà indistintamente in ogni Paese estero, ma sarà concentrata in quei Paesi di maggiore interesse economico, commerciale e imprenditoriale per l’Italia. Inoltre, in via prioritaria si terrà conto delle aree di libero scambio (si pensi ad esempio all’accordo in materia UE- Mercosul) e di integrazione economica, nonché delle macro-aree di interesse economico –commerciale (si pensi all’area del Mediterraneo oggetto del programma comunitario MEDA II). Le attività degli sportelli saranno molteplici e fungeranno da centri di orientamento, assistenza e consulenza ad imprese ed operatori, italiani ed esteri, in riferimento anche all’attività di attrazione degli investimenti esteri in Italia. Gli sportelli svolgono altresì funzioni di assistenza legale alle imprese e di tutela dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale nonché di lotta alla contraffazione di concerto con strutture preposte ad hoc dal Ministero delle attività produttive (MAP). Agli sportelli, che devono coordinarsi con le strutture consolari e le ambasciate presenti nei territori in cui sorgeranno, parteciperanno diversi istituti, tra i quali le sedi regionali dell’ICE (Istituto per il commercio estero), l’ENIT (Ente nazionale italiano per il turismo), le Camere di Commercio all’estero etc. Inoltre, vengono dettate norme per la direzione degli Sportelli unici che devono avvalersi della professionalità maturata dai funzionari del MAP, del Ministero degli Affari Esteri e dell’ICE.

DELEGA AL GOVERNO – Il Parlamento affida poi la ridefinizione, il riordino e la razionalizzazione degli enti operanti nel settore della internazionalizzazione delle imprese al Governo , obbligato ad emanare uno o più decreti legislativi in materia entro 30 mesi dalla entrata in vigore della legge in esame. Si mira con la delega a coordinare anche dal punto economico-finanziario gli interventi legislativi succedutisi nel tempo, al fine di ottimizzare le attività delle istituzioni presenti ed operanti in questo ambito. Nelle more dell’attuazione di tale delega, verrà istituito, presso MAE, un fondo per sostenere le iniziative volte ad agevolare la costituzione ed il funzionamento degli sportelli unici all’estero. In tale direzione si muove anche la previsione di specifici investimenti per la creazione di strutture statali regionali da destinare alla formazione di personale per gli sportelli unici all’estero, gli sportelli unici regionali e per altri enti o istituzioni operanti nel settore dell’internazionalizzazione delle imprese.